Windows Defender: cosa fare se occupa troppa CPU

Il problema legato all'occupazione incisiva del processore da parte di Windows Defender persiste su molti Pc. Oggi vi forniremo qualche semplice suggerimento per gestirlo.

Ancora oggi molti utenti di Windows 10 continuano a segnare problemi con Windows Defender, l'antimalware che Microsoft integra nel sistema operativo e che risulta attivato per default.
Tra le lamentele più comuni, il fatto che il sistema di protezione in tempo reale sviluppato da Microsoft occupa troppa CPU: soprattutto sulle macchine che non si usano quotidianamente, il "combinato disposto" di Windows Defender con l'azione automatica di verifica e installazione degli aggiornamenti da parte di Windows Update, può rendere il sistema temporaneamente inutilizzabile.

Windows Defender è diventato, nel corso del tempo, una soluzione di sicurezza più efficace rispetto al passato nel riconoscere e neutralizzare virus e malware di ogni tipo. È infatti in grado di proteggere il sistema in maniera efficace, senza falsi positivi.

Sapere se Windows Defender è attivo è molto semplice: basta premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC per aprire il Task Manager quindi cliccare sulla scheda Dettagli. Se fosse in esecuzione il processo MsMpEng.exe, significa che Windows Defender risulta caricato e in funzione.

In alternativa, è possibile digitare Sicurezza di Windows nella casella di ricerca di Windows 10, fare clic su Protezione da virus e minacce, su Gestisci impostazioni sotto Impostazioni di Protezione da virus e minacce.

sicurezza di windowsjpg


Lo stato dell'"interruttore" Protezione in tempo reale suggerisce se Windows Defender è in esecuzione o meno.

Come ridurre l'impatto sulla CPU da parte di Windows Defender

Diversi utenti continuano a segnalare un elevato impatto sul processore da parte di Windows Defender che, secondo quanto stabilito da Microsoft, non deve occupare la CPU oltre il 50%. Ovvio che se Windows Defender raggiungesse tale limite superiore e, contemporaneamente, sul sistema fossero in esecuzione processi "pesanti" (basta, come detto, Windows Update), la CPU balzerà stabilmente al 100% e la macchina apparirà di fatto inadoperabile.
C'è una restrizione poco conosciuta che è possibile imporre servendosi di PowerShell che permette di limitare l'impatto di Windows Defender sulla CPU.
Per utilizzarla, basta premere contemporaneamente la combinazione di tasti "Windows + X", scegliere Windows PowerShell (amministratore)

windows powershelljpgjpg


quindi digitare quanto segue:

Set-MpPreference -ScanAvgCPULoadFactor 20

comando powersheljpg

Il numero 20 finale imposta Windows Defender al 20% massimo di utilizzo della CPU (ovviamente è possibile specificare altri valori in percentuale). Va tenuto presente che il valore 0 non è ritenuto accettabile e anzi Windows Defender si sentirà libero di utilizzare la CPU come meglio crede.

Inoltre, per evitare che venga periodicamente innescata la scansione periodica del sistema da parte di Windows Defender è comunque possibile digitare Utilità di pianificazione nella casella di ricerca di Windows 10, selezionare Libreria Utilità di pianificazione, Microsoft, Windows, Windows Defender, fare doppio clic su Windows Defender Scheduled Scan, portarsi nella scheda Condizioni e disattivare tutte le caselle presenti.

defender scansionejpg

Nella scheda Attivazione si potrà cliccare su Nuovo e decidere un orario in cui il PC non è utilizzato per effettuare la scansione periodica.


Disattivare Windows Defender quando crea problemi, soprattutto con altri Antimalware

Microsoft ha progettato Windows Defender in maniera tale che esso si disattivi automaticamente quando vengono installati antimalware di terze parti.
Succede però che con alcune soluzioni antimalware Windows Defender non si disattiva automaticamente.
Con Malwarebytes, ad esempio, Windows Defender non crea problemi ed è quindi possibile mantenere in esecuzione entrambi i software; con altre suite per la sicurezza, viceversa, possono manifestarsi problemi di compatibilità.


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